ASSEMBLEA GENERALE NAZIONALE E COSTITUENTE – ROMA LA SAPIENZA, 15 NOVEMBRE 2010, ORE 11:30, AULA GINI FACOLTÀ DI STATISTICA

novembre 3rd, 2010 by utente-editore


Linee Programmatiche per la Costituzione del

Coordinamento Nazionale dei Professori Associati

documento programmatico

Il Disegno di Legge Gelmini sulla riforma dell’Università costituisce la chiara espressione di una visione decisamente verticistica del governo degli atenei, a danno dell’autonomia e della democrazia.
L’invasione della politica e delle aziende all’interno delle università privatizzerà il sistema ponendo le basi per una violazione sia della libertà di ricerca e di insegnamento (art. 33 Costituzione) sia del diritto allo studio (art. 34 Costituzione); renderà la formazione e la ricerca assoggettata agli interessi di pochi, cancellando i percorsi che nell’università italiana, da sempre più che nelle altre università straniere, sono stati essenziali per ottenere giovani studiosi competitivi e ricerca d’avanguardia; colpirà la stessa democrazia, sia perché privata di un luogo di libera formazione del sapere sia perché si abdica alla rimozione di quegli ostacoli al libero sviluppo della persona, restringendo la possibilità di emancipazione sociale che caratterizza la nostra democrazia.
L’iter parlamentare del DDL è stato finora segnato da profonde critiche da parte di molti organi istituzionali, proposte di emendamenti mai prese in considerazione, proteste da parte dell’intero mondo universitario, richieste di ritiro per approdare ad una versione ampiamente condivisa. Ma di tutto questo il governo non ha mai tenuto conto, mantenendo l’impianto iniziale con l’unica significativa inclusione della previsione di un finanziamento aggiuntivo per le promozioni a professore associato di 9000 ricercatori, modifica che chiaramente costituisce il tentativo di guadagnare il consenso dei ricercatori messi ad esaurimento nel DDL, allo scopo di ottenerne la rinuncia alla manifestazioni di indisponibilità allo svolgimento di attività didattiche.
I professori associati firmatari di questo documento ritengono che il problema generale dell’università non vada affrontato per compartimenti stagni, né, di volta in volta, sotto la pressione di determinate esigenze ritenute gravi e improcrastinabili, e senza una visione d’insieme e una strategia globale che affronti in maniera decisa i problemi che esistono nelle università. Per questo ritengono che il DDL vada ritirato e modificato, tenendo conto delle problematiche denunciate dai docenti e dagli organi di governo della quasi totalità delle università pubbliche italiane, che con quel sistema si confrontano quotidianamente.
Facendo proprie le critiche all’impianto complessivo del DDL concordemente avanzate dall’università italiana in tutte le sue articolazioni (con l’unica incomprensibile eccezione della associazione privata dei Rettori), i professori associati riunitisi in un coordinamento nazionale, con questo documento denunciano in particolare, per la parte relativa al proprio ruolo, che:
- il blocco del turn-over e lo stallo delle progressioni di carriera (per mancanza di fondi e per la colpevole inerzia del Parlamento e del Governo) hanno in questi anni fortemente colpito anche i professori associati;
- un gran numero di professori associati, negli ultimi anni, ha assunto ruoli istituzionali e amministrativi a sostegno di Facoltà, Dipartimenti e Corsi di Laurea, impegnandosi direttamente in compiti che in precedenza erano svolti dai soli professori ordinari e caricandosi di maggiori oneri didattici senza alcun riconoscimento economico e spesso a scapito della ricerca, elemento principale di valutazione nei concorsi per la progressione di carriera;
- nei prossimi anni la fascia degli ordinari sarà soggetta ad un progressivo assottigliamento per le numerose cessazioni dal servizio previste, con ripercussioni gravi sulla gestione istituzionale-amministrativa dell’intero sistema, ma anche dei diversi settori disciplinari;
- il protrarsi della preclusione di ogni possibile sviluppo di carriera potrebbe portare molti professori associati ad attenuare, se non spegnere del tutto, impegno, entusiasmo ed energie che, in questo particolare momento, risulterebbero decisive per il futuro sviluppo dell’università italiana pubblico statale;
- in assenza di una proporzionale programmazione di passaggi di fascia per gli associati, la promozione dei ricercatori proposta dal DDL (peraltro considerata una soluzione inadeguata, rispetto alle numerose criticità del provvedimento legislativo, dalle più avvedute organizzazioni dei ricercatori) determinerà uno schiacciamento della fascia e/o un’involuzione economica ed istituzionale, col risultato finale di una fascia depotenziata;
Ciò premesso, i sottoscritti professori associati ritengono di dover intervenire con la massima rapidità e decisione per fare sentire la propria voce contraria ad un insieme di provvedimenti che, se messi in atto, indebolirebbero l’intero sistema universitario pubblico statale e, al suo interno, il ruolo cui essi appartengono: da una parte concentrando tutti gli spazi decisionali nelle mani dei professori ordinari, con grave decadimento della democrazia all’interno degli atenei, dall’altra incrementando a dismisura il numero di associati senza sbloccare le progressioni di carriera. A tal proposito, i professori associati richiamano l’attenzione sulla mozione del CUN del 9/10/2008 dove, alla voce “Indicazioni sulle Linee Guida di Riforma dell’Università”, già si individuavano alcune dinamiche atte a tentare di risolvere il problema delle progressioni di carriera rimarcando una “differenza” tra reclutamento e progressione.
Per queste ragioni, i sottoscritti professori associati aderiscono a questo documento ed alla proposta di indire un’Assemblea Nazionale che, rifuggendo con decisione da logiche di categoria, costituisca un momento di ampia e ragionata discussione e che, mettendo a confronto le diverse posizioni oggi in campo, faccia emergere una linea unitaria e condivisa che ponga al centro una proposta di riforma del sistema universitario moderna, sostenibile e adeguata alle sfide culturali che le difficili congiunture economiche internazionali richiedono con urgenza che salvaguardi il carattere pubblico, libero e indipendente, di qualità per tutti, dell’Università.
Il dibattito non dovrà omettere di confrontarsi con le posizioni espresse dai coordinamenti delle altre fasce, in primis quella dei ricercatori, ivi compresa la proposta di creazione di un ruolo unico della docenza – le cui basi sono già di fatto identificate perfino nel DDL con la messa ad esaurimento dei ricercatori e la revisione degli scatti – da tempo sostenuta da numerose organizzazioni della docenza e recentemente riproposta da alcuni schieramenti politici sotto forma di emendamento.
Infine, i sottoscritti professori associati, nell’auspicare un’ampia partecipazione all’Assemblea con rappresentanze di tutti gli Atenei italiani che trasformino una spontanea seduta assembleare in un momento di sintesi e di reale coordinamento delle singole sedi italiane, invitano tutti coloro che a qualunque titolo appartengono al sistema universitario, a solidarizzare e condividere le idee qui presentate, inviando la propria adesione e/o un commento all’indirizzo www.professoriassociati.it

sottoscriverlo qui

Name:

E-mail address:

ruolo (won't be published):

Università di (won't be published):

Do not display name on website:

PDF Creator    Invia l'articolo in formato PDF