The end. di Bruno Ricca

dicembre 5th, 2010 by calogero m cammalleri


Cari Colleghi
Anche se può sembrare un po’ melodrammatico siamo vicini alla capitolazione, molto probabilmente martedì verrà scritta la parola FINE.

Da mercoledì saremo soggetti ad un autonomia controllata (il solo accostamento delle due parole è di per se stesso anti-democratico e il fatto in se sarà a sicuro detrimento delle Università del SUD), i presidi che seggono in Senato Accademico non conteranno più nulla, le sorti dell’Ateneo saranno in mano al Consiglio di Amministrazione che per un terzo sarà a nomina esterna (quindi da noi sicuramente politica, peggio di così non so, ma anche se fosse imprenditoriale di certo non c’è da stare allegri) e ad un duetto Rettore – General Manager (sempre a nomina politica), saremo tutti valutati dall’ANVUR (peccato che questo ente di fatto non esista) quindi le decisioni più importanti le prenderanno loro e un gruppo ristretto di ordinari (che meraviglia questa tanto auspicata GOVERNANCE anti baronale), la gestione delle Università sarà per i prossimi due anni sicuramente impossibile considerando il numero di riferimenti a decreti e regolamenti che al momento non esistono, a concorso potranno andare coloro che avranno l’abilitazione nazionale e successivamente il concorso sarà gestito a livello locale (questo sicuramente sarà un aiuto per il merito ???), le tasse degli studenti che sono già aumentate aumenteranno ancora proprio grazie al concetto punitivo insito nella “nuova autonomia”, chiuderemo corsi di laurea un po’ per i pensionamenti anticipati (grazie Ministro Tremonti) e un po’ per le indisponibilità dei ricercatori che appunto sono coloro che più di tutti stanno subendo l’accanimento di questa pessima maggioranza (sulla quale veramente dovremmo applicare il concetto di meritocrazia e qualità) e che messi ad esaurimento vengono “risarciti” con un misero piano di concorsi ad Associato che molto probabilmente non si faranno mai (come dopo la riforma Moratti, gli ultimi concorsi appartengono alla gestione Mussi), a loro, però, si aggiungeranno quei poveretti dei ricercatori a tempo (GLI SCHIAVI) che ovviamente non saranno coperti dalla tanto sbandierata tenure track che di fatto si è già dimostrata un imbroglio bello e buono visto che nel disegno è scritto chiaramente che ciò potrà avvenire solo in funzione delle risorse degli atenei ( campa cavallo ).

Tutto questo avviene dopo la decurtazione dello stipendio, i tagli degli scatti di anzianità e gli adeguamenti ISTAT e la rateizzazione della buona uscita.

In tutto questo il governo nella persona del nostro ministro (i suoi interventi in parlamento e in pubblico sono stati veramente desolanti, un disco incantato senza capacità di approfondimento esplicativo) continua a dire che il Paese è con loro e che tutti noi che protestiamo siamo soggiogati dai “comunisti”.
Intanto non è così a giudicare dal subbuglio delle piazze (che difficilmente si fermerà dopo martedì).
Farebbe bene questo ministro a considerare che la protesta assolutamente trasversale parte dai ricercatori a cui si aggiungono gli studenti e che solo oggi vede i partiti dell’opposizione salire sul carro. Un altro elemento che la signora dovrebbe tenere in conto è che se la riforma passerà grazie ai voti dell’ FLI sarà solo perché il Capo dello Stato ha pressato affinché il governo non cadesse visto il difficile momento di crisi finanziarie che scuote l’Europa, non di certo perché questa riforma è buona (siamo il sacrifico dovuto e voluto da questa classe politica che nella maggior parte dei casi di università non capisce proprio niente).
Inoltre, contrariamente a quello che dice in modo mistificatore sempre lo stesso ministro, i ricercatori la riforma la vogliono ed è da aprile che cercano di fare proposte e di farsi ascoltare, a tal proposito mi domando ma come si può pensare di fare una riforma non condivisa (o meglio condivisa solo con la CRUI e la CONFINDUSTRIA) cioè non democratica continuando a ripetere come un disco rotto le parole : merito, qualità, baroni che risultano vuote e senza riscontri visto il reale contenuto di questo disegno di legge.

In tutto questo una nota positiva per gli Atenei c’è : Il Ministro Tremonti costretto dalla pressione esercitata dai ricercatori indisponibili ha concesso una RESTITUZIONE sul precedente taglio (1,4 miliardi di euro) all’FFO di 800 milioni (speriamo che questi soldi ci siano e non sia come il piano spot per il sud che impegna soldi che non ci sono). Quindi tranquilli, grazie ai ricercatori, almeno per il prossimo anno ci potranno pagare gli stipendi.

Sono realmente disgustato e penso che avendo, come me, a cuore le sorti dell’Università MARTEDI DOVRESTE USCIRE DALLE VOSTRE AULE E DALLE VOSTRE STANZE E PARTECIPARE PORTANDO GLI STUDENTI (che, purtroppo, non in tutti i casi si stanno rendendo conto di ciò che accade) AL RETTORATO OCCUPATO DALLA SETTIMANA SCORSA è l’ultima occasione per dimostrare in concreto il vostro dissenso.
La partecipazione di tutti è importante a prescindere dalle appartenenze politiche.

Un cordiale saluto ed un affettuoso augurio anche per le prossime vacanze natalizie.
Bruno Ricca
Ricercatore INDISPONIBILE della Facoltà di Economia di Messina

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