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WR WissenschaftsRat – valutazione comparativa della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche

sabato, novembre 13th, 2010


Raccomandazioni per la valutazione comparativa della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche

Drs. 10039-10 Köln, 21.06.2010/Kh

Raccomandazioni per la valutazione comparativa della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche

Indice

Preambolo.

A. Raccomandazioni per la fase di prova della valutazione comparativa della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche

B. Allegato: Parere del sottogruppo di lavoro “Valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche”

Preambolo

Il Consiglio della ricerca, su richiesta della Confederazione tedesca e delle regioni, ha sviluppato una procedu­ra per la valutazione della ricerca che possa permettere la valutazione comparativa dei prodotti della ricerca di spe­cifici settori scientifici universitari e extrauniversitari. In seguito ad una prova con esito positivo in uno studio pi­lota nei settori di chimica e sociologia, il consiglio della ricerca ha deciso nel maggio 2008 di sviluppare ulte­riormente la procedura per valutare anche ambiti tecnici e le scienze umanistiche.

Data la discussione sulle possibilità di trasferire la procedura di valutazione sulle scienze umanistiche, e le opi­nioni contrarie presenti in queste discipline nei confronti di una valutazione della procedura a titolo di prova, il 29 luglio 2009, il gruppo di controllo ha nominato il sottogruppo multidisciplinare “Valutazione della ricerca nel­l’ambito delle scienze umanistiche”. Il compito di questo sottogruppo era di formulare le premesse per una possi­bile valutazione nell’ambito delle discipline umanistiche, e di fornire linee guida per elaborare criteri di valuta­zione specifici per i settori scientifico disciplinari. Considerando la molteplicità dei metodi della ricerca nei di­versi ambiti, sono stati invitati a collaborare rappresentat* delle diverse discipline umanistiche. Il sottogruppo si è riunito il 17 novembre 2009, il 1 febbraio 2010, il 15 marzo 2010 e il 26 aprile 2010 e ha redatto il suo parere. Il gruppo di controllo ringrazia il sottogruppo per la collaborazione.

Il gruppo di controllo sulla base del parere del sottogruppo ha elaborato il 27.05.2010 le presenti raccomanda­zioni. Il parere del sottogruppo si trova nell’allegato e non è stato modificato dal gruppo di controllo.

A. Raccomandazioni per la fase di prova della valutazione comparativa della ricerca nell’ambito delle scienze uma­nistiche

Il gruppo di controllo approva il parere del sottogruppo di lavoro “Valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche”, il quale formula delle condizioni in cui la valutazione comparativa della ricerca nelle disci­pline umanistiche può essere effettuata in maniera adeguata e efficace per queste discipline. Contemporaneamen­te il parere evidenzia che la programmazione della procedura di valutazione comparativa della ricerca deve essere lasciata nelle mani competenti di gruppi di valutazione specifici per ogni disciplina.

Sulla base del presente parere, il gruppo di controllo considera la condivisione di norme disciplinari e lo svi­luppo di adeguate procedure di valutazione comparativa della ricerca per le scienze umanistiche come sensati e promet­tenti. La valutazione della ricerca proposta dal consiglio di Ricerca offre un quadro appropriato in cui, se­condo il gruppo di controllo, c’è abbastanza spazio di manovra per un adeguamento alle esigenze delle discipline umani­stiche formulate dal sottogruppo “Valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche”. Il grup­po di controllo è consapevole che lo sviluppo e l’applicazione della valutazione della ricerca per le discipline umanisti­che costituisca una sfida. Dall’altro canto questa procedura prospetta alle discipline partecipanti l’oppor­tunità di una auto-riflessione. Pertanto, nell’ottica di un ulteriore sviluppo della procedura di valutazione, la stes­sa dovreb­be essere testata con uno studio pilota nelle diverse discipline umanistiche. Al termine dei singoli studi pilota, nel giudizio generale sulla valutazione comparativa della ricerca, dovrebbero essere discusse in maniera approfondita le domande sorte dalla sua applicazione. In particolare, dovrebbero essere discussi il rapporto tra ri­sorse impe­gnate e risultati ottenuti, e tra valutazione centrale attraverso il Consiglio di Ricerca e valutazione de­centrata at­traverso l’autovalutazione delle singole discipline. Il gruppo di controllo approva il parere del sotto­gruppo di la­voro e, nell’ottica di un futuro gruppo di valutazione delle discipline umanistiche, propone le racco­mandazioni che seguono.

La tassonomia delle materie umanistiche proposta dal sottogruppo di lavoro, offre un buon punto di partenza per la definizione e delimitazione delle discipline nell’ottica della valutazione della ricerca. Il gruppo di controllo suggerisce, nel caso di un consolidamento della procedura, di consultare rappresentanti delle diverse discipline per definire in maniera più precisa i settori disciplinari. L’attenzione volta alle “piccole discipline”1 nello svilup­po e nell’applicazione di una procedura per la valutazione comparativa della ricerca viene accolta favorevolmente dal gruppo di controllo.

Il gruppo di controllo si associa alla proposta del sottogruppo di lavoro di valutare i prodotti della ricerca se­condo tre criteri: Qualità della ricerca, Promozione della ricerca, Trasferimento a interlocutori non scientifici. Il gruppo di controllo esprime preoccupazione relativa alla proposta del sottogruppo di “[…] dare il giusto peso nel­le valu­tazioni all’efficacia (prestazione assoluta) e all’efficienza (prestazione relativa alle condizioni di lavoro esistenti e alle risorse) […]” possa essere sorgente di confusione e comportare una perdita d’informazione. Rac­comanda perciò di prestare particolare attenzione allo sviluppo di parametri di valutazione che possano distingue­re tra “ef­ficacia” ed “efficienza” del prodotto di ricerca. Per raggiungere questo obiettivo, si potrebbe proporre un ulteriore criterio di “efficienza”, oppure ricorrere ai giudizi di esperti. Tali giudizi richiedono ai membri dei grup­pi di va­lutazione delle competenze specifiche nelle valutazioni qualitative. Nel contempo aumenta la responsabi­lità, ma anche l’importanza del gruppo di valutazione. Proprio per questo, il gruppo di controllo enfatizza la ri­chiesta del sottogruppo di lavoro, di procedere a una selezione degli esperti e alla composizione del gruppo di va­lutazione con particolare accuratezza. Inoltre, il gruppo di controllo consiglia di badare nella composizione del gruppo di valutazione a una rappresentanza congrua di esperti internazionali.

Secondo la valutazione del gruppo di controllo i prodotti della ricerca in una specifica disciplina scientifica sa­ranno molto variabili nelle diverse Università. Pertanto il gruppo di controllo invita a valutare se, oltre al criterio della “Qualità della ricerca”, anche i criteri della “Promozione della ricerca” e della “Diffusione extrauniversita­ria” debbano essere valutati in maniera differente per ogni disciplina. La valutazione del criterio “Qualità della ri­cerca” dovrebbe essere eseguita principalmente sulla base di una valutazione qualitativa delle pubblicazioni, af­fiancata da altri indicatori quantitativi. Le pubblicazioni a più autori e quelle realizzate durante il dottorato, anche nelle scienze umanistiche, hanno un’importanza crescente. Pertanto tra le pubblicazioni presentate per la valuta­zione, dovrebbero essere prese in considerazione anche quelle dei collaboratori di un gruppo di ricerca (cattedra)..

La fama dovrebbe essere considerata come secondo aspetto, accanto alle pubblicazioni, nella valutazione della “Qualità della ricerca“. Dal punto di vista del gruppo di controllo, dovrebbero essere considerate soprattutto in­formazioni relative a premi di ricerca e onorificenze, e le valutazioni da parte dei peers. Il gruppo di controllo in­vita il futuro gruppo di valutazione ad esaminare la proposta del sottogruppo di lavoro di abolire, per questo aspetto, il limite del periodo di valutazione per le scienze umanistiche. Nell’ottica della comparabilità dei risulta­ti, in seguito allo studio pilota, si dovrebbe discutere se tale eventuale ampliamento del periodo di valutazione possa essere mantenuto come caso eccezionale per le discipline in questione.

Nella valutazione del criterio “Promozione della ricerca“ dovrebbero essere considerate tutte le prestazioni ine­renti la ricerca che costituiscono premesse indispensabili per la realizzazione di quest’ultima (acquisizione di fi­nanziamenti esterni, promozione dei giovani ricercatori, collaborazioni, costruzione di infrastrutture dedicate alla ricerca, ecc.). In particolar modo, è da valorizzare la promozione dei giovani ricercatori. Come raccomandato dal sottogruppo di lavoro, accanto al numero di dottorati e di abilitazioni professionali, dovrebbero essere considerate anche informazioni riguardo all’inserimento professionale. Questo nel futuro richiede alle università di raccoglie­re dati relativi al collocamento dei giovani ricercatori.

Nel caso in cui le informazioni raccomandate dal sottogruppo di lavoro riguardo alla “Promozione dei giovani ri­cercatori” fossero insufficienti per la valutazione, può essere considerato anche il numero di tesi seguite.

B. . Allegato: Parere del sottogruppo di lavoro “Valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze umanisti­che”

Parere relativo alla valutazione comparativa della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche

Contenuto Pagina

Preambolo …………………………………………………………………………………………………….. 9

A. Scienze umanistiche…………………………………………………………………………….. 12

B. Raccomandazioni relative ai presupposti generali per la valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche…………………………………… 13

B.I. Definizione e delimitazione delle discipline……………………………………………………. 13

B.II. Modello di valutazione e descrizione della valutazione………………………………………. 17

B.III. Delimitazione e grandezza dei gruppi da valutare……………………….. 19

B.IV. Periodo e ciclo di valutazione……………………………………… 21

C. Commenti sui criteri di valutazione e raccomandazioni relative agli indicatori scelti…………………………………………………………………………………………….. 23

C.I. Criterio “Qualità della ricerca”…………………………………………………………. 23

I.1. Pubblicazioni …………………………………………………………….. 23

I.2. Fama……………………………………………………………………………… 25

C.II. Criterio “Promozione della ricerca”………………………………………………… 26

II.1. Acquisizione di finanziamenti esterni ……………………………………………………………… 26

II.2. Promozione dei giovani ricercatori……………………….. 28

C.III. Criterio “Diffusione extrauniversitaria” ………………………………………………… 29

Preambolo

La competizione collegiale è un elemento tradizionale della comunità scientifica. Sin dagli inizi dell’istituzio­ne “Università”, giudizi e valutazioni dei peers fanno parte della professione del docente universitario. Al giorno d’oggi costituiscono elementi per l’avanzamento di carriera, per richiedere finanziamenti esterni, e per la valuta­zione dei manoscritti per una possibile pubblicazione.

Una valutazione globale e standardizzata di intere discipline e delle rispettive ricercatrici e dei rispettivi ricer­catori è una novità nel contesto della Germania, mentre è consuetudine in altri paesi comparabili con un sistema universitario statale.

Parte caratterizzante delle università statali è la tendenza alla burocratizzazione e legalizzazione. Benché que­sta realtà possa risultare difficile, è la conseguenza delle mutazioni delle scienze e dell’imperativo dell’ugua­glianza di tutte le discipline davanti al legislatore e ai finanziatori. L’alternativa sarebbe un modello principal­mente gui­dato da interessi di mercato, come quello esistente negli USA. Se si accetta la situazione della Germa­nia del 21. secolo, in ultima analisi si pone solo la domanda se il sistema universitario accetta la proposta dei po­litici di svi­luppare autonomamente un sistema di valutazione, oppure se preferisce la possibilità di sottomettersi a una valu­tazione sviluppata ed attuata da agenzie esterne.

A prescindere dal fatto che è inevitabile, l’essere valutati può avere anche delle implicazioni positive, nono­stante il fatto che tale processo possa essere vissuto come incerto. A dimostrazione di questo, nei Paesi Bassi l’autova­lutazione, basata non solamente sulla valutazione del proprio istituto, ma anche sulla conoscenza delle at­tività dei colleghi, ha un effetto motivazionale positivo, E istruttivo sapere come si è visti all’interno della comu­nità scien­tifica, quanto si è oggetto di attribuzioni negative o positive, in quanto ricercatore o istituto.

Le valutazioni basate su criteri ben definiti sono preziose all’interno di un’istituzione per il dialogo tra le disci­pline. Inoltre costituiscono una base per il dialogo tra rettori e facoltà e tra ministeri e università. Una valutazione sviluppata e attuata da scientifici, svincola tutti i suddetti dialoghi dal dover agire sulla base imprecisa della fama di persone o di istituzioni e dall’esigenza di valutare a partire da dati a cui le persone non appartenenti alla comu­nità scientifica possono facilmente accedere (finanziamenti esterni, impact factor, ecc.).

Gli autori del presente parere hanno deciso di elaborare delle proposte per la valutazione comparativa della ri­cerca nell’ambito delle scienze umanistiche, seguendo due scopi: l’uniformazione e la riduzione ragionevole dei cri­teri. Il processo di valutazione qualitativo che è stato abbozzato in questo parere tenta di integrare, nei limiti del possibile, tutti gli aspetti che rappresentano quello che nelle scienze umanistiche viene considerato prestazio­ne della ricerca. La creazione del sottogruppo di lavoro “Valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze uma­nistiche“ ha avuto origine da un dibattito sulle possibilità di trasferire i criteri della valutazione, proposti dal Con­siglio di Ricerca, sulle materie umanistiche. Pertanto, nello sviluppo della procedura valutativa proposta in segui­to sono presenti anche i risultati del confronto con questo modello già descritto e funzionante. Nella progettazio­ne si è cercato di tenere conto delle specificità delle discipline umanistiche, senza partire dal postulato che le di­scipline che si occupano delle sfere spirituali/umanistiche/mentali, costituiscano un cosmo con diritti propri. Sot­tolineiamo inoltre che tutto quello che segue sono delle linee guida che necessitano, a seconda della disciplina, di complementi e adattamenti.

Tutti gli sforzi di definire delle linee guida condivise, devono passare la prova della loro applicabilità concreta. Il processo del informed peer reviewing ha successo o fallisce con il giudizio degli esperti. Pertanto è importante trovare degli esperti riconosciuti e competenti. La procedura abbozzata nelle prossime pagine dovrebbe dapprima essere testata in uno studio pilota. Gli autori presumono che in questo studio pilota non si testi solo se la procedu­ra è efficiente e realizzabile, ma anche se le conoscenze ricavate corrispondano a quelle attese, e se le risorse im­pegnate siano in un rapporto sostenibile con i risultati ottenuti. I membri del sottogruppo di lavoro, dopo lo studio pilota, si aspettano pertanto un’ampia discussione e valutazione critica della procedura di valutazione qui propo­sta.

A. Scienze umanistiche

Sotto la denominazione di scienze umanistiche di seguito verranno intese: Filosofia, Lingue, Scienze Lettera­rie, Storia, Scienze Teologiche, Etnologiche, Scienze dei Media, dell’Arte, del Teatro e della Musica. Questo cor­risponde nella categorizzazione dell’ente statale statistico ai due settori di Lingue, Scienze dell’Arte e Scienze Cul­turali (ad esclusione di Psicologia e Scienze dell’Educazione e Pedagogiche)..

All’interno di queste discipline si possono distinguere diverse prassi di ricerca: storico-ermeneutiche, empiri­che e logico-sistematiche. Le differenze tra le singole prassi di ricerca non si manifestano solo nei metodi adotta­ti, ma anche nel come i risultati della ricerca vengono descritti e comunicati. In particolare differiscono nelle prassi di pubblicazione. Infatti, nelle discipline storico-ermeneutiche e logico-sistematiche, la monografia di un autore sin­golo costituisce la più importante forma di pubblicazione. Nei campi di ricerca empirici, invece, sono gli articoli in riviste internazionali, spesso redatti con diversi coautori, che hanno più rilevanza. L’esistenza di queste diffe­renze, e le conseguenti discrepanze per quanto riguarda l’importanza dei singoli criteri di valutazione, devono es­sere presi in considerazione nella valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche.

B. Raccomandazioni relative ai presupposti generali per la valutazione della ricerca nell’ambito delle scien­ze umanistiche

B.I. Definizione e delimitazione delle discipline

Raccomandazioni

  1. La costituzione di gruppi di lavoro per la valutazione comparativa dei prodotti della ricerca dovrebbe tener conto della definizione e della delimitazione delle discipline (settori disciplinari) come definiti nella mag­gior parte delle università

  1. La differenziazione all’interno delle discipline, nonché l’eterogeneità dei temi e dei metodi di ricerca, devono essere presi in considerazione nella costituzione dei gruppi di valutazione.

  2. Nello sviluppo e nell’applicazione di una procedura di valutazione comparativa della ricerca anche le cosiddette discipline “piccole” devono essere presi in considerazione.

Argomentazione:

Negli ultimi anni, le università hanno sviluppato in maniera crescente dei profili specifici per settori scientifi­co-disciplinari. Per poter tener conto degli aspetti forti e deboli che ne risultano, le valutazioni comparative della ri­cerca non dovrebbero considerare come unità di valutazione un’intera università, ma i singoli settori scientifico disciplinari. A favore di una comparazione specifica per disciplina, sussiste inoltre il fatto che gli standard di qua­lità scientifica siano determinati in primo luogo all’interno della comunità di una specifica disciplina. Ciò richie­de in maniera ideologica una definizione delle discipline che permetta di accorpare quelle che hanno gli stessi standard sia disciplinari, sia metodologici, sia di qualità. Purtroppo nell’ambito delle scienze umanistiche, data la loro eterogeneità, una delimitazione precisa delle discipline non è sempre possibile. Pertanto la definizione delle discipline dovrebbe avvenire in maniera pragmatica sulla base delle materie istituzionalizzate delle università. Come giustificazione di questo procedimento si sottolinea il fatto che i dati sui prodotti della ricerca e delle risor­se sono stabilite normalmente sulla base degli esistenti settori scientifico-disciplinari.

Il fatto che i metodi di ricerca possano variare molto nelle singole discipline umanistiche dovrebbe essere pre­so in considerazione nella composizione dei gruppi di valutazione, in modo tale da poter dare il giusto peso a queste diversità durante la valutazione. Inoltre, in ogni gruppo di valutazione dovrebbe essere presente un esperto ester­no.

Una moltitudine di discipline umanistiche presenti nelle università tedesche appartengono alla categoria delle co­siddette “Piccole discipline“. Sotto questa denominazione vengono riassunte le discipline che dispongono di rela­tivamente poche risorse in termini di attrezzature e di personale, che hanno un numero basso di studenti iscrit­ti, e che sono presenti solo in poche sedi universitarie. Questo aspetto quantitativo può trarre in inganno, poiché tante di queste discipline godono di una competenza unica, e sono visibili e riconosciute a livello mondiale. Fre­quentemente contribuiscono alla fama delle università e sono di elevata importanza per progetti di ricerca interdi­sciplinari e per reti di collaborazione internazionali. Infine, hanno anche un importante significato sociale, econo­mico e culturale. Non si può rinunciare alla valutazione della ricerca in queste discipline, in quanto si incorrereb­be nel rischio che non verrebbero prese in debita considerazione quando si prendono importanti decisioni strate­giche. Dato il piccolo numero di sedi e di cattedre relative a queste discipline, anche il numero di gruppi parago­nabili e di esperti disponibili è spesso molto limitato. Per poter realizzare la valutazione comparativa della ricerca di que­ste discipline piccole, in certi casi è plausibile l’assegnazione a discipline affini. Se questo non é possibile, si sug­gerisce di accorpare discipline piccole simili in un unico settore. Il sottogruppo di lavoro è consapevole, che i me­todi e le condizioni di ricerca all’interno degli accorpamenti proposti, potrebbero essere molto diversi e che al­l’interno delle singole discipline si siano sviluppate diverse priorità suscettibili di aver influenzato sia la prassi di ricerca sia quella di pubblicazione. I gruppi di valutazione dovrebbero riflettere questo dato di fatto nella loro composizione. Anche adottando questo metodo, per alcune delle piccole discipline potrebbe essere difficile tro­vare esperti nazionali per i quali possa essere esclusa la parvenza di parzialità. In tali casi si raccomanda si ricor­rere a degli esperti internazionali.

Il sottogruppo di lavoro giunge alla conclusione che le discipline, rispettivamente i settori disciplinari riportati di seguito siano adeguati sia rispetto alla loro grandezza sia alla loro complessità interna, per la realizzazione del­la valutazione comparativa della ricerca. La suddivisione qui proposta non ha lo scopo di sviluppare una nuova sud­divisione delle discipline. E piuttosto da considerarsi come una proposta pragmatica. Nel caso in cui il consi­glio della ricerca, dopo la realizzazione dello studio pilota, dovesse decidere per una continuazione della proce­dura, il sottogruppo di lavoro raccomanda di consultare un numero ampio di rappresentanti delle diverse discipli­ne, per precisare ancora meglio la delimitazione delle stesse.

  1. Germanistica

  2. Anglistica (inclusi letteratura e cultura anglofona e studi sul Canada anglofono)

  3. Lingue e letteratura romane (inclusi studi sul Canada francofono)

  4. Filosofia (inclusi logica e epistemologia)

  5. Storia

  6. Arte e storia dell’arte (inclusi storia dell’architettura e delle costruzioni, scienze dell’immagine e storia del­l’immagine, teoria dell’arte)

  7. Culture antiche (inclusi studi sull’Egitto, sulle culture antiche orientali, Filologia antica, Filologia anti­ca, Archeologia, ecc)

  8. Lingue e culture baltiche

  9. Lingue e culture asisatiche

  10. Lingue e culture del vicino Oriente

  11. Scienze dei Media, del Teatro e della Musica

  12. Ethnologia

  13. Scienze Religiose

  14. Scienze teologiche

Cattedre che non possono essere associate in maniera univoca a un settore disciplinare, dovrebbero essere invi­tate, previa consultazione con il rispettivo gruppo di controllo, ad auto-assegnarsi a uno specifico settore. Con­temporaneamente il rettore (senato accademico) dovrebbe assicurarsi che ogni cattedra sia assegnata a una disci­plina o a un settore disciplinare. Questo vale anche per gli istituti di ricerca non universitari, in cui si svolga ricer­ca nell’ambito delle scienze umanistiche.

B.II. Modello di valutazione e descrizione della valutazione

Raccomandazioni:

  1. Nell’ambito della valutazione comparativa della ricerca, le scienze umanistiche dovrebbero essere valu­tate secondo i seguenti criteri: “Qualità della ricerca“, “Promozione della ricerca“,“Diffusione extrauniversitaria”

  2. Dovrebbero essere presi in debita considerazione gli aspetti di “efficienza” e di “efficacia”.

  3. Le valutazioni dei prodotti della ricerca dovrebbero avvenire normalmente tramite scale a cinque punti.

  4. Nell’ambito della pubblicazione dei risultati dovrebbero essere presentati i risultati della valutazione se­paratamente per ogni criterio e per ogni istituzione.

Argomentazione:

Le istituzioni universitarie e extrauniversitarie, oltre alla ricerca nel senso stretto della parola, svolgono anche al­tri compiti inerenti la ricerca, come ad esempio, promozione dei giovani ricercatori, diffusione extrauniversita­ria dei risultati, servizi. La diversa ponderazione di questi compiti può contribuire alla costruzione dell’immagine dell’istituzione stessa. Relativamente alla valutazione delle prestazioni, questo fa sorgere una domanda, ovvero se siano gli obbiettivi stabiliti dall’istituzione stessa, o la comparazione con le altre istituzioni che devono fungere da criterio per la valutazione. Nell’ambito di una procedura di valutazione comparativa solo la seconda opzione è fattibile. Un sistema di valutazione che si basa su criteri multipli e che ha l’obiettivo di valutare in maniera indi­pendente differenti prestazioni, è particolarmente adatto a far emergere i profili delle discipline nelle rispettive istituzioni e di rendere visibili le forze e le debolezze. La classifica delle discipline sulla base dei tre criteri nel­l’ottica di un giudizio complessivo delle singole università, non è un obiettivo della procedura di valutazione qui proposta.

L’uso di criteri multipli permette di valutare non solo le prestazioni di ricerca nel stretto senso della parola, ma di prendere in debita considerazione anche altre prestazioni inerenti alla ricerca. Pertanto, nell’ambito della valu­tazione comparativa nelle scienze umanistiche. il sottogruppo di lavoro raccomanda di valutare tre criteri, che ri­flettono tre diversi dimensioni di prestazioni, in maniera indipendente. Le denominazioni proposte dal sottogrup­po di lavoro per questi tre criteri sono: Qualità della ricerca, Promozione della ricerca e Diffusione extrauniversi­taria. Questi tre criteri dovrebbero essere intesi come tre parametri correlati, ma anche distinti, e la cui valutazio­ne separata permetta di cogliere il profilo delle discipline nelle rispettive istituzioni.

Nella valutazione c’è inoltre da prestare debita attenzione al fatto che in ogni affermazione valutativa sia dato il giusto peso ai due aspetti di efficacia (prestazione assoluta) e di efficienza (prestazione relativa alle condizioni di lavoro esistenti e alle risorse). Una comparazione diretta delle prestazioni probabilmente è soprattutto realizza­bile per quanto riguarda il criterio della “Qualità della ricerca”, che viene principalmente valutata sulla base delle pubblicazioni – nell’ambito delle scienze umanistiche possono essere prodotte buone pubblicazioni a prescindere dal profilo delle rispettive università. La promozione della ricerca è, invece, più dipendente dalle condizioni con­testuali. Le possibili prestazioni di diffusione extrauniversitaria dipendono molto dall’oggetto delle discipline. In particolare, il criterio della promozione della ricerca dovrebbe essere valutata sia in termini assoluti sia in relazio­ne alle risorse personali a disposizione.

Infine, c’è da considerare che le risorse di tempo e di energia di ogni ricercatore sono limitate. I profili di pre­stazione individuali e di interi gruppi di ricerca, anche se globalmente presentano un livello superiore alla media, sa­ranno probabilmente caratterizzati da una perfomance particolare relativa ad uno o due dei tre criteri nominati. Prestazioni omogenee si troveranno verosimilmente verso l’estremo inferiore della scala delle prestazioni, e solo in pochi casi all’estremo superiore, la larga parte che si trova tra i due estremi, probabilmente avrà profili etero­genei. Sulla base delle argomentazioni esposte, questo non deve essere considerato un aspetto negativo.

Per la valutazione dei singoli criteri dovrebbero essere presi in considerazione diversi indicatori e dati, relativi sia alla qualità, sia alla quantità della ricerca, che dovrebbero essere valutati nel loro insieme dagli di esperti. La con­cretizzazione dei criteri, così come l’identificazione e l’attribuzione dei relativi indicatori dovrebbe avvenire in maniera specifica per le singole discipline, cercando di considerare unicamente indicatori che non si prestano a interpretazioni ambigue e a manipolazioni. Nell’ambito della procedura di valutazione, i gruppi di valutazione devono accordarsi sugli indicatori ritenuti fondamentali per la formulazione di un giudizio relativo a ogni singolo criterio.

Per garantire la comparabilità della valutazione tra diverse discipline, anche nelle discipline umanistiche la va­lutazione dei criteri dovrebbe avvenire tramite l’uso di scale a 5 punti:

5 = eccellente; 4 = molto buono; 3 = buono, 2 = soddisfacente, 1 = non soddisfacente.

Il gruppo di lavoro invita a valutare criticamente il numero di “gradini” di questa scala sulla base dei risultati del­lo studio pilota.

I risultati dovrebbero essere pubblicati separatamente per ogni criterio, per poter mettere in evidenza le forze e le debolezze, nonché i profili delle discipline nelle rispettive istituzioni.

B.III. Delimitazione e grandezza delle unità da valutare

Raccomandazioni:

  1. Nell’ambito della valutazione comparativa specifica per discipline, le singole discipline di ogni istituzio­ne, cioè università o istituto di ricerca extrauniversitario, dovrebbero essere valutate nella loro totalità.

  2. Per una valutazione differenziata del criterio della “Qualità della ricerca“, dovrebbe essere valutata, per le singole discipline all’interno di una specifica istituzione, l’unità di ricerca che si trova al di sopra delle singole cattedre, nel caso in cui per quella disciplina in quella specifica università esistano più cattedre per una singola disciplina

  3. 3 Nel caso in cui vengano formulati giudizi differenziati per singole cattedre (per esempio per poter, nel caso di grande eterogeneità all’interno di una stessa disciplina, presentare in maniera differenziata i risultati), questo dovrebbe avvenire in forma anonima. Ciò nonostante le università dovrebbero ricevere tutti i risultati per uso interno.

Argomentazione:

I prodotti della ricerca all’interno di una disciplina possono essere valutati sia a livello di singole ricercatrici/ri­cercatori, sia a livello di unità più ampie. Nelle sue raccomandazioni, il Consiglio della Ricerca sconsiglia di clas­sificare singole persone in maniera pubblica e al di fuori della propria istituzione, Di conseguenza, nell’ambito della procedura di valutazione proposta dal Consiglio della ricerca, le valutazioni comparative non dovrebbero svolgersi a livello della valutazione di persone singole. Anzi le valutazioni comparative proposte dal Consiglio della Ricerca vertono a valutare nella loro totalità i settori scientifico disciplinari, le unità di ricerca, piuttosto che gli appartenenti ad un settore scientifico disciplinare che partecipano alla valutazione comparativa di un‘universi­tà o di un‘istituzione extrauniversitaria.

Il sottogruppo di lavoro raccomanda di adottare questa proposta anche nell’ambito delle scienze umanistiche. Per garantire che l’onere di lavoro per la valutazione si mantenga entro certi confini, una inutile differenziazione del­le unità d ricerca dovrebbe essere evitata. Inoltre, bisogna tenere presente l’aspetto della verosimiglianza della comparabilità di queste unità con unità simili di altre istituzioni.

Sulla base di queste argomentazioni, le unità di ricerca da valutare all’interno di una specifica istituzione do­vrebbero, se possibile, essere quelle al livello superiore alle singole cattedre. Nelle istituzioni in cui questo non è pos­sibile, o non sembra plausibile, sulla base dei contenuti, dovrebbero essere formate delle unità pragmatiche.

Ciò nonostante i dati dovrebbero essere rilevati in primis a partire dalle singole cattedre. Questo dovrebbe per­mettere una descrizione dettagliata nel caso di prestazioni molto differenti di diverse cattedre appartenenti allo stesso istituto. Anche in questo caso l’anonimato delle persone coinvolte deve essere garantito. Nel caso in cui al­l’interno di uno stesso istituto si osservano delle grandi differenze nelle prestazioni di singole cattedre, questo do­vrebbe essere reso pubblico in una formulazione generale, anche nei resoconti pubblici. Le università dovrebbero avere accesso all’uopo informativo e all’uso interno di tutti i risultati relativi alle singole cattedre.

Periodo e ciclo di valutazione

Raccomandazioni:

  1. Il ciclo di valutazione, cioè gli spazi temporali tra le valutazioni in una specifica disciplina non dovreb­be superare i sette anni.

  2. Il periodo di valutazione dovrebbe corrispondere alla lunghezza del ciclo di valutazione.

Argomentazioni:

Il sottogruppo di lavoro è consapevole del fatto che nelle discipline umanistiche l’acquisizione di conoscenze ri­chiede spesso tempi lunghi. Fra le cause di ciò sta il fatto che i progetti di ricerca delle scienze umanistiche ri­chiedono raramente uno svolgimento rapido. Inoltre, la lunghezza temporale delle ricerche è causata dal fatto che i lavori di archivio, lessicali e editoriali occupano un grande spazio all’interno dei progetti di ricerca o addirittura costituiscono i progetti di ricerca di per sé. Infine, si deve prendere in considerazione la latenza di ricezione qual­volta considerevole quando vengono presentati i risultati di ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche. .

Sulla base di queste argomentazioni e per non sovraccaricare inutilmente gli esperti, i cicli di valutazione nella valutazione della ricerca delle discipline umanistiche non dovrebbero esser troppo corti. Al contempo, per poter cogliere in tempi adeguati i cambiamenti in una specifica disciplina, i cicli non dovrebbero essere nemmeno trop­po lunghi. Infine, per garantire l’attualità dei risultati, la valutazione comparativa dovrebbe avvenire in maniera regolare.

Accanto al ciclo di valutazione, anche la lunghezza del periodo di valutazione influisce sull’utilizzabilità dei ri­sultati della valutazione comparativa della ricerca. Un periodo di valutazione troppo lungo può influire negativa­mente sull’attualità e, pertanto, sulla rilevanza dei risultati. Pertanto, la sopracitata talvolta lunga durata dei pro­getti di ricerca non dovrebbe portare a un estensione eccessiva del periodo di valutazione. Le prestazioni raggiun­te in progetti di lunga durata (ad esempio, scavi per recuperare reperti storici, Opus Magnum, ecc.) dovrebbero essere valorizzabili sulla base di reports in itinere.

Il ciclo di valutazione in una disciplina non dovrebbe superare la lunghezza del periodo di valutazione, dato che questo porterebbe a periodi temporali non valutati. I cicli di valutazione che sono più corti del periodo di va­lutazione potrebbero portare ad una valutazione ripetuta delle stesse prestazioni. Pertanto la lunghezza dei periodi di valutazione dovrebbe corrispondere alla lunghezza dei cicli di valutazione di una specifica disciplina.

Considerando i pregi e gli svantaggi di periodi più corti o più lunghi di valutazione, il sottogruppo di lavoro rac­comanda di stabilire il periodo di valutazione a sette anni. Le prestazioni svolte prima del periodo di valuta­zione saranno considerate nell’ambito del criterio della fama.

C. Commenti relativi ai criteri di valutazione e raccomandazioni relative agli indicatori scelti

C.I. Criterio “Qualità della ricerca”

Riguardo al criterio della “Qualità della ricerca”, i prodotti della ricerca saranno valutati nell’ottica della loro im­portanza, grado di innovazione, originalità, attualità, impatto (nazionale e internazionale), nonché nell’ottica del­l’ampiezza e dell’influenza della domanda di ricerca sul proprio campo di ricerca e su altre discipline. La va­lutazione di questo criterio si basa principalmente sulla qualità, e anche sulla quantità delle pubblicazioni. Questi due aspetti dovrebbero essere integrati con informazioni sulla fama. Riguardo all’inclusione di altri aspetti, i gruppi di valutazione dovrebbero decidere all’interno delle singole discipline. Per la valutazione delle pubblica­zioni (I.1) e della fama (I.2) il sottogruppo di lavoro formula le seguenti raccomandazioni.

I.1. Pubblicazioni

Raccomandazioni

  1. La valutazione delle pubblicazioni dovrebbe basarsi soprattutto su aspetti qualitativi. Indicatori quanti­tativi e indici di pubblicazioni dovrebbero costituire informazioni secondarie.

  2. Per la valutazione qualitativa, per ogni cattedra dovrebbero essere presentate sino a cinque pubblica­zioni degli ultimi sette anni.

  3. La decisione sulle forme di pubblicazione da presentare dovrebbe essere lasciata alla discrezione dei gruppi di valutazione. La scelta delle pubblicazioni da presentare dovrebbe essere lasciata alla discrezione delle cattedre/gruppi di ricerca da valutare..

  4. L’importanza delle singole forme di pubblicazione e delle pubblicazioni redatte con co-autori, dovrebbe essere preso in considerazione adeguata a seconda delle discipline.

Argomentazione

Nelle singole discipline umanistiche sono diffuse diverse forme di pubblicazione. In particolare, le forme di pub­blicazione delle discipline storico-ermeneutiche e quelle delle discipline con impronta più empirica si distin­guono in maniera decisiva le une dalle altre. Ad esempio, nelle prime, le monografie con un unico autore o gli ar­ticoli in rassegne speciali, costituiscono le forme di pubblicazione più importanti, mentre nelle seconde, anche ar­ticoli con più co-autori, pubblicati in giornali specifici alla disciplina, sono molto diffusi.

Diversamente dalle scienze naturali e, in parte, dalle scienze sociali, nelle scienze umanistiche una valutazione delle pubblicazioni sulla base delle citazioni non è possibile per i seguenti motivi: libri e monografie di frequente non vengono considerati nelle banche dati delle pubblicazioni e delle citazioni; le pubblicazioni nelle scienze umanistiche sono spesso sottorappresentate nelle banche dati delle citazioni, dato che sovente sono scritte nella rispettiva lingua nazionale; una valutazione complessiva delle rassegne non esiste attualmente; nelle scienze umanistiche il fatto di citare in misura importante un autore non rappresenta sempre riconoscimento, ma anche critica di particolari posizioni; inoltre esiste solo un consenso informale del rango di qualità dei giornali scientifi­ci e di altre forme di pubblicazione. Una valutazione standardizzata della qualità delle pubblicazioni nell’ambito delle scienze umanistiche è, pertanto, difficilmente immaginabile.

Nella mancanza di indicatori quantitativi adeguati, solo la lettura delle singole pubblicazioni permette di indi­viduarne la qualità. Pertanto il sottogruppo di lavoro suggerisce di valutare le pubblicazioni delle scienze umani­stiche sulla base di una valutazione qualitativa di pubblicazioni scelte. Gli elenchi di pubblicazioni e altri indica­tori quantitativi (ad esempio numero di pagine) potrebbero eventualmente essere presi in considerazione come in­formazioni secondarie.

Dato che il ciclo e il periodo di valutazione dovrebbero normalmente riferirsi agli ultimo sette anni, anche le pub­blicazioni presentate dovrebbero riferirsi agli ultimi sette anni. Le pubblicazioni dovrebbero essere presentate ai gruppi di valutazione non sotto forma di riassunti, ma nella loro integralità. Per limitare i costi per la raccolta e la valutazione delle pubblicazioni, il numero delle pubblicazioni da presentare dovrebbe essere limitato a un mas­simo di cinque per ogni cattedra, e potrebbero esservi incluse, in misura limitata, anche pubblicazioni di collabo­ratori.

Per quanto riguarda la valutazione della visibilità per un pubblico internazionale, il sottogruppo di lavoro rac­comanda di prendere in considerazione la rilevanza di pubblicazioni in lingue straniere secondo gli standard spe­cifici alle discipline.

I.2. Fama

Raccomandazione

1. Per la valutazione della fama dovrebbero essere prese in considerazione in particolare le seguenti informaz­ioni: premi di ricerca, appartenenza a organi accademici, riconoscimenti accademici, colleghi dall’e­stero.

Argomentazione

Come complemento alla valutazione delle pubblicazioni conviene basarsi sulla fama come indicatore della quali­tà dei prodotti della ricerca. La fama da indicazioni relative all’ampiezza dell’influenza e della visibilità del­la ri­cerca. Inoltre fornisce informazioni sul riconoscimento, e l’apprezzamento di risultati della ricerca ottenuti nel lungo periodo (e così indirettamente anche sulla qualità), da parte della comunità scientifica. Per la valutazio­ne della fama dovrebbero essere considerati sia informazioni quantitative che qualitative (premi di ricerca, rico­noscimenti). Il fatto che con questa procedura vengano considerate le stesse informazioni in diverse successive va­lutazioni, secondo il sottogruppo di lavoro è giustificabile considerando il significato dell’aspetto “fama”.

C.II. Criterio “Promozione della ricerca”

Questo criterio include attività inerenti alla ricerca che costituiscono un presupposto per la realizzazione di pro­dotti di ricerca e pertanto sono parte integrante del lavoro scientifico. I membri del sottogruppo di lavoro ri­tengono che a questi aspetti, nell’ambito della valutazione compartiva, dovrebbe essere accordato un’importanza ade­guata. Questi aspetti diventano visibili soprattutto nel successo del reclutamento di finanziamenti esterni e an­che nella promozione dei giovani ricercatori. In seguito, il sottogruppo di lavoro fornisce delle raccomandazioni con­crete relative a questi aspetti, sottolineando però anche che i gruppi di valutazione dovrebbero elaborare ulte­riormente le linee guida per la valutazione del “Promozione della ricerca” a seconda delle singole discipline e di con­siderare eventualmente anche altri indicatori (ad es. collaborazioni e costituzione di gruppi di lavoro impe­gnati nella creazione di infrastrutture, in impegni politici inerenti alle disciplina, in attività di supervisone, in or­ganizzazione di convegni o giorni di lavoro, o nella presa in carico di impegni istituzionali).

II.1. Acquisizione di finanziamenti esterni

Raccomandazioni:

  1. Le informazioni riguardo alle acquisizioni di finanziamenti esterni ottenuti tramite bandi dovrebbero es­sere presi in considerazione nella valutazione della ricerca nell’ambito delle scienze umanistiche.

  2. Per la classificazione e la valutazione dell’importanza degli importi ricevuti, dovrebbero essere consul­tati i parametri di distribuzione delle singole discipline (ad es. mediana, decili, percentili, minimo, massimo).

  3. La posizione finanziaria e istituzionale dell’istituzione da valutare dovrebbe esser descritta, così che possa essere presa in considerazione dai riceventi dei reports di valutazione

Argomentazione:

La ricerca nell’ambito delle discipline umanistiche è soprattutto presente nelle università ed è principalmente fi­nanziata dai fondi ordinari delle sedi. Con un numero crescente di iscritti, delle parti sempre crescenti di questi fondi vengono investiti per lo studio e per l’insegnamento. Già nel 2006, il consiglio della Ricerca costatò che questo sviluppo mette a repentaglio le prestazioni della ricerca nelle discipline umanistiche. Per compensare, le discipline umanistiche hanno cercato di colmare i buchi tramite l’acquisizione di finanziamenti esterni.

Il Consiglio di Ricerca è, in linea generale, dell’opinione che questa acquisizione compensatoria di finanzia­menti esterni non sia adeguata per tutti i progetti di ricerca. Infatti, molteplici progetti di ricerca, almeno nell’am­bito delle scienze umanistiche, sono realizzabili anche con pochi finanziamenti, pertanto la mancanza o la ridotta quantità di acquisizione di finanziamenti esterni non permette di trarre conclusioni sulla qualità della ricerca. Inoltre, nell’interpretazione dei dati sui finanziamenti esterni bisogna tenere presente che questi costituiscono in­nanzitutto un indicatore di input, e non di out-put, pertanto non danno, nell’immediato, informazioni sulle presta­zioni di ricerca effettivamente realizzate.

Tuttavia le acquisizioni di finanziamenti esterni dovrebbero essere presi in considerazione in maniera adegua­tamente ponderata anche nella valutazione comparativa delle scienze umanistiche. Inoltre l’acquisizione di finan­ziamenti esterni può essere importante per la promozione dei giovani ricercatori, in quanto essi possono essere assunti nell’ambito di progetti sponsorizzati da finanziatori esterni e arrivare così a svolgere un dottorato. Le in­formazioni correlate, pertanto, sono utili per valutare anche l’impegno per la promozione dei giovani ricercatori. Siccome l’ampiezza dell’importo dei finanziamenti acquisisti da terzi è variabile a seconda delle singole discipli­ne, per l’interpretazione dei risultati dovrebbero essere raccolte informazioni sulla distribuzione relativa alle sin­gole discipline (ad esempio mediana, decili, percentili, minimo, massimo).

Il successo nel concorso per l’acquisizione di finanziamenti esterni dipende anche dalle risorse disponibili del­le singole sedi. Pertanto, nel valutare questo e altri dati quantitativi, dovrebbero essere presi in considerazione la si­tuazione finanziaria e istituzionale (ad esempio risorse di personale, quantità di compiti didattici, numero di stu­denti) delle rispettive sedi. Di conseguenza, alle istituzioni dovrebbe essere lasciata la possibilità di fornire una descrizione delle risorse disponibili, delle attrezzature e del contesto istituzionale in generale. Per garantire una maggiore trasparenza dei risultati della valutazione, i gruppi di valutazione, nei loro report, dovrebbero fornire una breve descrizione della situazione finanziaria e istituzionale delle singole sedi.

II.2. Promozione dei giovani ricercatori

Raccomandazioni:

  1. L’impegno per la promozione dei giovani ricercatori (nuove leve) dovrebbe essere presa in debita consi­derazione nella valutazione comparativa.

  2. Le valutazioni non dovrebbero basarsi esclusivamente sui numeri assoluti dei dottorati e delle abilitazio­ni. Questi dati dovrebbero essere considerati come indicatore della continuità nella promozione dei gio­vani.

  3. Nelle valutazioni dovrebbero essere considerati soprattutto aspetti qualitativi che riguardano il livello delle tesi e delle abilitazioni.

  4. I seguenti aspetti dovrebbero, nell’ambito della valutazione della promozione dei giovani nelle scienze umanistiche, ricevere particolare attenzione: placement rate (numero assoluto e relativo di chiamate di abilitati), destino degli abilitati non chiamati, premiazioni di giovani ricercatori, dottorati finanziati con mezzi esterni, attrattiva della sede (borse di studio, ecc).

In specifiche discipline, nelle quali le sopramenzionate informazioni non sono sufficienti per la valutazione della promozione dei giovani, dovrebbero essere richieste tesi di dottorato e tesi di abilitazioni per poterle valuta­re.

Argomentazione

Così come in altre discipline scientifiche, anche nelle scienze umanistiche negli ultimi anni si è ampliata la ri­chiesta di accordare maggiore importanza alla promozione dei giovani ricercatori. La promozione dei dottorandi è stata appoggiata dal collegio dei docenti delle scuole di dottorato della comunità scientifica tedesca e da altri collegi di promozione strutturati. Anche per i post-dottorandi esistono nuovi strumenti per la promozione. Con­temporaneamente l’aumento del numero di progetti di ricerca fa sì che tant* ricercatric* giovani possano fare il dottorato, ma non si possa loro proporre delle prospettive per una futura carriera accademica. ….Pertanto si do­vrebbe evitare che attraverso la scelta dei criteri di valutazione per la valutazione comparativa della ricerca, le università siano incoraggiate a offrire dottorati a un numero esagerato di giovani. Al contrario, al centro della va­lutazione dovrebbe figurare la qualità della formazione dei giovani nell’ottica della loro prospettiva professionale futura.

I successi nella promozione dei giovani dipendono anche dall’attrattiva della sede. Pertanto il sottogruppo di la­voro ritiene che informazioni relative alle presenza di scuole di dottorato, di borse di studio, siano importanti in­dicatori della promozione dei giovani.

C.III. Criterio “Diffusione extrauniversitaria”

Il diffusione dei prodotti di ricerca svolge una funzione sociale importante. Pertanto anche nelle scienze uma­nistiche non si dovrebbe rinunciare alla valutazione della diffusione dei prodotti di ricerca e del sapere. Mentre nelle scienze naturali e ingegneristiche gran parte delle prestazioni di diffusione riguardano l’economia, in parti­colare l’industria, nelle scienze umanistiche la diffusione dei prodotti di ricerca e delle conoscenze avviene su scala più ampia. Oltre alle pubblicazioni e ai convegni, i risultati della ricerca nelle scienze umanistiche raggiun­gono il pubblico anche attraverso esposizioni, presentazioni pubbliche, contributi nei media. Inoltre, le conoscen­ze scien­tifiche e i risultati della ricerca vengono diffusi anche tramite il trasferimento di persone e in maniera in­diretta (ad esempio tramite attività di consulenza).

La forma e il significato della diffusione dei prodotti della ricerca, ma anche la disponibilità di dati, tuttavia, va­riano da disciplina a disciplina e devono, pertanto, essere valutati a seconda della stessa. Il sottogruppo di lavo­ro propone che nel contesto della valutazione comparativa della ricerca in scienze umane, se considerato plausibi­le a seconda della disciplina, dovrebbero essere considerate, in particolare, le seguenti prestazioni di diffusione: mo­stre e diffusione delle conoscenze al pubblico (ad esempio contributi nei media); trasferimento della ricerca (ad esempio attività di ricerca per altre facoltà e per imprese), formazione e attività di consulenza

Il sottogruppo di lavoro precisa che la valutazione del criterio della “diffusione dei prodotti della ricerca”i, a pre­scindere dalla sua importanza, è, paragonato agli altri due criteri, particolarmente difficile da misurare. Pertan­to raccomanda di procedere con cautela nell’assegnazione di queste prestazioni ai cinque predicati della scala di va­lutazione.

1 Sotto questa denominazione vengono riassunte le discipline che dispongono di relativamente poche risorse in termini di attrezzature e di personale, che hanno un numero basso di studenti iscritti, e che sono presenti solo in poche sedi universitarie.

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proposta di sciopero daTorino – area umanistica

lunedì, ottobre 25th, 2010


I sottoscritti, docenti presso l’Università e il Politecnico di Torino, riprendendo le motivazioni e le argomentazioni esposte nelle innumerevoli mozioni e delibere dei vari organi collegiali dell’ateneo, nonché aderendo alle ragioni sottostanti la protesta dei ricercatori indisponibili, chiedono ai competenti organi sindacali la proclamazione di una giornata di sciopero, da tenersi al più presto.
Si intende con ciò ribadire con forza la contrarietà al ddl Gelmini che, coniugato con i pesanti tagli al FFO, segna un attacco senza precedenti alla realtà e all’idea stessa di una università pubblica, di qualità e per tutti, alla libertà di ricerca e di insegnamento, al diritto allo studio.
Rifiutiamo in particolare:
il progetto di governance prefigurato dal ddl, ispirato ad una logica verticistica ed aziendalistica
i provvedimenti penalizzanti il ruolo dei ricercatori strutturati
l’istituzionalizzazione e l’allungamento del precariato pre-ruolo
il sostanziale abbandono di un sistema di welfare universitario pubblico a garanzia del diritto allo studio
Chiediamo:
il ritiro del ddl Gelmini
la previsione di finanziamenti adeguati a mantenere il carattere pubblico e autonomo dell’università (art. 33 Cost.), qualità e libertà nella ricerca e nell’insegnamento (art. 33 Cost.), l’accesso agli studi e alla ricerca universitari anche ai «privi di mezzi» (art. 34 Cost.)

Acquadro Alberto, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Adenzato Mauro, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Adorni Daniela, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Torino
Aimo Paola, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Alberto Antoniotto, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Albertone Manuela, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Algostino Alessandra, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Allegra Luciano, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Aloni Antonio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Alovisio Silvio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Ardito Rita, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Armao Fabio, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Armentano Maria, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Torino
Ascoli Davide, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Attisani Antonio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Badiale Marino, Facoltà di Scienze M.F.N., Università di Torino
Balcet Giovanni, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Barberis Elisabetta, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Barge Alessandro, Facoltà di Farmacia, Università di Torino
Barutello Vivina, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Bazzanella Carla, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Bellone Tamara, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Belloni Carmen, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Belluati Marinella, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Bertinetti Paolo, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
Bianco Gianni, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Billo Marco, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Bonanate Luigi, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Bonifacio Eleonora, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Bono Viviana, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Borghi Cedrini Luciana, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Bosco Francesca, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Bosco Nicoletta, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
BoveroMichelangelo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Bresso Paola, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Buttino Marco, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
Camparini Aurelia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Canobbio Sabina, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Carota Cinzia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Carrascón Guillermo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Cellino Alberto, INAF – Osservatorio Astronomico di Torino
Cervella Piero, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Chiarloni Anna, , Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Chiorino Anna, Facolta’ di Scienze MFN, Università di Torino
Cifarelli Paola, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Clerico Marina, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Colombo Lara, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Conoscenti Michelangelo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Conte Alberto, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Contini Dalit, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Converso Daniela, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Cortese Giuseppina, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Costa Emanuele, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Costa Marcella, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
Curri Vittorio, III Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Curtabbi Renzo, Politecnico di Torino
D’Orsi Angelo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Dalmazzone Silvana, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Damiani Ferruccio, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Damiano Rossana, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Torino
Dansero Egidio, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
De Andrea Pietro, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
De Luca Domenico Antonio, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
De Piccoli Norma, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
De Rossi Alessandra, Facoltà di Scienze,Università di Torino
Dellavalle Marilena, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Delogu Lucia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Delpero Massimiliano, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Delpiano Patrizia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Desana Eva, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Dezani Mariangiola, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Di Giovine Alfonso, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Enrietti Aldo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Fasana Alessandro, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Fedi Angela, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Fenoglio Ivana, Facoltà di Farmacia, Università di Torino
Fergola Paolo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Ferrando Simona, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Ferrero Camoletto Raffaella, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Ferrero Valter, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Ferretti Alessandro, Facoltà di Scienze M. F. N., Università di Torino
Ferrone Vincenzo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Fiorio Alessandra, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Foà Sergio, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Fontana Magda, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Forni Elisabetta, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Francesca Ceragioli, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Franco Walter, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Frascella Francesca, Politecnico di Torino
Fubini Lia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Galluzzi Federica, Facoltà di Scienze M.F.N. Università di Torino
Gambarotta Giovanna, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Garello Gianluca, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Gasco Laura, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Gattino Silvia, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Gaudino Roberto, III Facoltà Ingegneria dell’Informazione, Politecnico di Torino
Gena Cristina, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Torino
Ghislieri Chiara, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Giacalone Giovanna, Facoltà Agraria, Università di Torino
Gian Giacomo Migone, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Giorcelli Silvia, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Goy Anna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Greco Cosimo, III Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Guidoni Silvia, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Gulmini Monica, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Kobau Pietro, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Lamberti Maria Carla, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Lattes Franco, I Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Levi Fabio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Lombardi Giampiero, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Lombardini Sandro, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Lovisolo Davide, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Lozar Francesca, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Lucat Maurizio, II Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Luisella Celi, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Magnacca Giuliana, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Malandrino Mery, Facoltà di Scienze M.F.N., Università di Torino
Mana Emma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Margotti Marta, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Martano Marina, Facoltà di Veterinaria, Università di Torino
Martire Luca, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Martra Gianmario, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Marucco Dora, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Massobrio Lorenzo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Mastromarino Anna, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Mastropaolo Alfio, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Mattei Ugo, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Mattioda Enrico, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Mellia Marco, III Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Meo Antonella, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Meo Rosa, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Miceli Renato, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Miglietta Anna, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Milani Matteo, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
Miniscalco Barbara, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Torino
Molina Paola, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Monaco Roberto, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Montaldo Silvano, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Montanari Guido, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Morelli Umberto, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Morterra Claudio, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Motta Franco, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Musso Emilio, I Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Musso Stefano, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Nadia Caprioglio, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
Naldini Manuela, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Negri Nicola, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Nemesio Aldo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Neppi Modona Marco, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Ochse Elana, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Olivieri Antonio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Olmo Carlo, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Pace Sergio, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Paladini Filippo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Pasini Enrico, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Patti Viviana, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Pazè Valentina, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Pelissero Alberto, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Pelizzola Alessandro, Facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Politecnico di Torino
Perazzone Anna, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Petrini Armando, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Torino
Pregliasco Marinella, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Prina Franco, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Raffaella Marzano, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Ragona Gianfranco, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Regis Daniele, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Reineri Francesca, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Ricci Raffaella, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Ricciardi Carlo, III Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Richiardi Matteo, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Rizzuti Alberto, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Roccato Michele, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Roda Sergio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Rolfo Franco, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Roncarolo Franca, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Rondoni Lamberto, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Rossi Michele, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Rumore Paola, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Saccomani Silvia, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Scacciati Francesco, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Scagni Andrea, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Scamuzzi Sergio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Scavino Marco, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Schmidt Susanna, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Sciarrone Rocco, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Semi Giovanni, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Silvi Chiara, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Soletti Elisabetta, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Sormano Andrea, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Spoto Giuseppe, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Stefano Zucca, Politecnico di Torino
Steila Daniela, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Storti Luca, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Sturani Maria Luisa, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
Tamborrino Rosa, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Tarantola Martina, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Torino
Tasgian Astrid, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Tinti Carla, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Tirassa Maurizio, Facoltà di Psicologia, Università di Torino
Triverio Piero, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Ulrich Silvia, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Torino
Vaglio Carla, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Valli Vittorio, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Viale Matteo, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Viola Franca, Facoltà di Farmacia, Università di Torino
Violanti Donata, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Vione Davide, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Vitale Brovarone Sandro, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Viterbo Annamaria, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Vivarelli Maurizio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Zoccarato Ivo, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Marino Donatella, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Del Boca Daniela, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Barbera Filippo, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Bosco Domenico, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Zanini Ermanno, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Gerbi Vincenzo, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Di Gaspare Serena, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Zanuttini Roberto, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Garelli Franco, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Schiavone Achille, Facoltà di Veterinaria, Università di Torino
Grignani Carlo, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Freppaz Michele, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Nègre Michèle, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Valazza Alberto, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Torino
Governa Francesca, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Bertolini Sonia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Martinato Maria, Facoltà di Agraria, Università di Torino
Torchio Marco, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Viazzo Pier Paolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Azzolini Orfeo, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Torino
Bruno Maida, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Torino
Dellapiana Elena, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Pasa Barbara, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Bazzanella Danilo, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Santarelli Massimo, Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Torino
Pellizzari Patrizia, Facoltà di Lingue, Università di Torino
Arzarello Ferdinando, Facoltà di Scienze MFN, Università di Torino
Lenzi Massimo, Facoltà  di Scienze della formazione, Università  di Torino
Rossignolo Cristiana, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino
Dogliani Mario, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Marcenò Valeria, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Torino
Fargione Daniela, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino
Burlando Roberto, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
Ghirardo Diane, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino

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